Equazioni – Roberto Cagnoli

Alfa è stretto, pallido non bianco, voce gentile, dita mobili, guarda. Sguardo dal basso in alto leggermente traverso, diciamo 10, 12 gradi.
Beta parla. Beta parla. Beta parla.
Gamma ha del nuovo, gira intorno, si racconta storie: non ne conosce la fine.
Incroci destrorsi, una sala, porte scorrevoli, “sali su?”, “preferisco le scale”.
Fuori fuoco, caffè lungo in tazza grande, strappi paralleli su tovaglioli di carta, gesti, leggermente oltre misura, non deleteri.
Alfa vede dopo la vetrata, un marciapiede umido, pozze d’acqua, riflessi dentro pozze d’acqua,
ritorno, primissimo piano, un orecchino, un orecchio, l’ingresso delle parole.
Gamma ora sa che potrebbe, può, perchè no, si dice. Ora moquette, tende beige, troppo legno,
guarda ci sono anche gli accappatoi, due saponette, piccole, lo specchio è scheg-giato, riflette sbagliato, speculare, opposto: appunto.
L’utente chiamato non è al momento raggiungibile, whatsapp, che altro.
Sera o comunque oscurità, Beta: sono andata, ho fatto un, dopo vorrei, ci man-cherebbe se, l’altra fila scorreva più veloce, ha piovuto?, mi passi il sale, domani alle 10.30, no, io decaffeinato.
[Ecco così mi sento] decaffeinato, senza zucchero, blu scuro: Alfa si alza lento ve-locemente, notifiche, telefoni che pubblicizzano telefoni su altri telefoni, divani e divani, l’offerta scade domenica.
Beta mastica qualcosa, un ronzio sottile, aggiungi i tag, sorridi sempre, anzi, mostra gli incisivi, i canini, i molari no, troppo dietro, sorrisi taglia copia incolla. II tuo profilo è aggiornato.
Gli occhi, gli occhi dicono un’altra cosa.
“II celeste ti sta bene”
“Grazie”
“Domani mi fermo da”
“Allora non”
“Voglio stare leggero prendo una”
“Tardi?”
“Penso”

Gli alberi tanti, fronde, foglie, rami, fitti, verde e viola, là c’è una panchina, la fontanella spreca l’acqua: Gamma aspetta, aspetterebbe sempre; in attesa, leggero fermento, colorato leggero, mosso.
Ghiaia, piccoli cani, bello, lo metto su instagram, like.
“Chissà come sarebbe se”
“Dai, ci vedono”
Nocciola, fragola, biscottino. Biscottino? Non si mescolano creme e frutta. A me nel cono.
Poi.
Infissi di alluminio anodizzato, gocce, l’aria condizionata fa un suono come un raschio, due stelle
insomma.
“Ok, lasciami qui, vado a piedi”
“Ma no, se vuoi ti”
“Mi fermo da”
“Dopo ti mando un”
Semaforo verde, traffico moderato nella tua zona, 29 gradi, umidita 45%, cou-pon pizza 9,90 euro – vedi offerta.

Delta sorride poco, solleva le sopracciglia e si tocca la barba come per spo-starla. La giacca anche d’estate. Una radio afona rumina notiziari.
“Viene il Masini, dopo”
Beta distratta attratta.
“Le carte sono pronte per”
“Dove firmare. Tre copie”
Delta ha un passo fermo, come dovesse lasciare le impronte sul marciapiede, si volta, l’aspetta.
“No, ora da solo”
“Certo, nessun problema”
“Due passi, neanche tanto lontano”
II portone scalcia, metallico. Maniglie, porte, maniglie, finto mogano, una libre-ria, meno di quello che sembra. Luce diversa arancione, un riflesso. Calici.
La giacca anche d’estate: non sempre.

Coro “andata oggi?”
Coro “bene sì ma”.
Anticiclone delle Azzorre, dispersi, ritrovato, durante le ore più calde, dov’è il telecomando, scandalo dei, estero (qual è il contrario di estero?), on, invitato al suo evento, mi piace, più tardi.

Alfa è piatto, flessibile, oscilla curvo come la lampada di Castiglioni, ma non os-serva, si decontrae, annuisce ma non c’è niente da annuire. Non.
Beta fermenta piano, bollicine: Alfa non osserva, non rileva, off

Gamma parla. Gamma parla. Gamma parla.
“non passa nessuno, quasi”
“abbassa il finestrino”
Panorama, tralicci, un martello no un trattore, panorama: insomma, vista dall’alto.
“Glielo dici. Prometti che”
“Sì”
“Così poi”
“mh”
“Insieme dove”
“Però”
“Prometti quando”
“Appena”

Gamma sa che non è. Beta sa che sarà.
Infiniti corridoi, rumore sordo, come sott’acqua, Alfa cammina, sfrega pareti, come srotolarsi, ma colloso come gelatina, non arriva mai non arriva mai non arriva mai. Sveglio.

Beta: la mano sparisce nei capelli, allarga le dita tra i pensieri come per dila-tarli, diluirli.
Delta trascina le parole e i concetti, si perde e si gira intorno, poi si ritrova, so-lido e iperstatico.
Altri vedono, immaginano, mi sembra di, ma figurati se, non ce lo vedo pro-prio, però io sì.
Triangoli no non li avevo considerati.

Ancora caffè lungo in tazza grande, io il dolcificante, palline di carta (con tova-glioli di carta), movimenti striati, leggermente sotto misura, al limite.
Alfa vede oltre la vetrata, un marciapiede polveroso, il sole disegna un’ombra scalena, indietro, primissimo piano, una bocca, l’uscita delle parole.
E ancora moquette, tende verdi (erano beige?), cigola, lo specchio è quello gua-sto, sbagliato, non riflette quasi più, frammentato. Trip Advisor.
Hai un evento questa settimana. Oggi e il compleanno di. Ha pubblicato una fo-to. Gattini, tanti gattini.
Buio fuori alogena dentro, troppa luce. Beta: allora così, mi piacerebbe ma, stanca, meglio al cinema, quarantadue, sulla tangenziale ovest, l’anno scorso a, ricordati di.

Ricordati di. Ricordati di? Ricordati di. Ci sono 5 messaggi non letti. Hashtag qualcosa. L’allarme si lamenta lontano come un’onda circolare.
[lo sono il sasso nello stagno][No io sono lo stagno][L’effetto del sasso nello sta-gno][Onda][Onda quadra].
Non è facile essere Alfa.