Le cose belle non finiscono mai – AFW #6

Siamo arrivati alla fine.
La serata di presentazione dell’ultimo numero della rivista a tema “Saggio sulla lucidità”

Sarà un evento ricco di Letteratura, Fotografia e Musica live.

– Mostra fotografica “4 elementi” a cura di Benedetta Taddei Photography
– Live concert dei Molti Modi.

PROGRAMMA:

– ORE 19.00: aperitivo a buffet a cura di Casotto aTIPICO
– ORE 21.00: inizio presentazione
– ORE 21.30: reading letterario
– ORE 22.30: live Molti Modi

INFO:
Filippo – 338 3375071
Federico – 333 9639386

Molti Modi:

Un giorno di non molto tempo fa, il ragazzo dal battito accelerato trovò un’interessante scatola di legno. I più oziosi e fannulloni l’avrebbero vista come un ottimo posto su cui sedersi; una strana sedia o un panchetto perfetto. I più curiosi forse vi avrebbero guardato all’interno; gli amanti del riciclo invece ne avrebbero ricavato un comodino. Ma il ragazzo aveva il ritmo nelle vene, e non poté resistere al pensiero di far uscire da quella scatola dei suoni. Così batté forte con le mani, e scoprì che il legno era vivo, e il ritmo dalle vene si diffuse nell’aria. Da quel giorno suonò il suo strumento senza sosta, finché capì che la musica sarebbe stata più bella se suonata in Molti Modi, così cercò altri strumenti e altre mani che gli avrebbero regalato note da scandire. Due passi più in là incontrò uno strumento piccolo e a quattro corde che aveva solo note allegre e lo regalò alla ragazza dal sorriso facile. Lei lo aspettava da molto tempo e aveva tante idee, così non ci pensò due volte e cominciò a suonare insieme a lui. Sapevano bene di cosa avevano bisogno, così chiesero in giro e scoprirono che c’erano solo sei corde degne di quel ruolo e appartenevano al ragazzo dalle lunghe dita. Lui si legò i capelli e inventò un arpeggio su cui è impossibile parlare, così in silenzio li seguì. Il ragazzo dalle poche parole si trovava da quelle parti; si avvicinò di soppiatto e senza sforzo convinse le sue corde massicce a piegarsi per produrre dei suoni bassi e potenti che gli altri ancora non avevano mai sentito. Tutti seguirono i suoi battiti all’unisono, finché non arrivarono a suonare la stessa canzone. Era bello e non li stancava, ma tra un verso e l’altro trovarono delle battute vuote. Capirono che alla loro canzone mancava qualcosa di importante; mancava il suono che avrebbe trasformato tutto il resto. Così si ricordarono della ragazza dagli effetti speciali, che sembrava piccola ma sapeva sempre toccare le vette più alte. Lei impugnò il suo arco e con precisione colpì proprio il centro della canzone, che diventò perfetta.
Suonarono, scoprendo Molti Modi di mischiarsi, dalle corde alle voci, dalle mani alla testa.